MASSIMO GILETTI: UN GIORNALISTA SCOMODO



Si parla molto di Massimo Giletti, in questo periodo, “cacciato” dalla RAI e passato alla Corte del gongolante Cairo, editore e proprietario dell’emittente televisiva “LA7”, il quale ogni giorno ringrazia il Cielo per i regali insperati di cui è beneficiario, soprattutto quando osserva i grafici degli introiti pubblicitari e le impennate di audience.
Sulle defenestrazioni delle persone che danno fastidio, perché ingestibili e poco propense al leccaculismo, esiste una florida letteratura e molto altro potrebbe essere scritto. Oggi, tuttavia, occorre anche ritenersi fortunati quando si decide di non sacrificare la propria dignità e non vendersi: al massimo si viene licenziati o si è costretti ad abbandonare i propri sogni. In passato, invece, gli uomini come Giletti venivano messi al rogo nelle pubbliche piazze, ghigliottinati o assassinati da oscuri sicari. Essendo del tutto superfluo, pertanto, dilungarsi sulle disamine sociologiche che riguardano le meschinità degli esseri umani, in quest’articolo voglio riportare una testimonianza diretta che metta in luce, ancor più di quanto non sia trasparso finora, la statura dell’uomo, l’alta professionalità e quell’attaccamento all’azienda in cui ha lavorato per tanti anni, che poi è sfociato nelle famose lacrime durante la conferenza stampa per la presentazione del nuovo programma “NON È L’ARENA”, in onda la domenica sera su “LA7”
Correva l’anno 2006 e svolgevo il ruolo di inviato per “Il RadiocorriereTV”, a quel tempo ancora venduto in edicola. Il settimanale era stato ceduto dalla RAI nel 1995 e non fungeva più, quindi, da organo ufficiale dell’Azienda. Per i vecchi lettori, però, e per gli aziendalisti più veraci, il Radiocorriere era sempre il giornale della Televisione italiana. Nello stesso periodo collaboravo con un mensile e fungevo da responsabile regionale del concorso di bellezza “Miss Motors”. In occasione della finale nazionale, pertanto, mi ritrovai a Taranto con la triplice funzione di: inviato di un prestigioso settimanale nazionale, inviato di un mensile, responsabile del concorso in Campania. In palio vi erano ben due fasce offerte dalle testate che rappresentavo e, tanto per non farmi mancare nulla, un importante Atelier di moda, con il quale collaboravo nella veste di Fashion Promoter, mi aveva fatto dono di un costosissimo abito quale premio per la vincitrice del concorso. Si possono ben immaginare, quindi, i mal di pancia degli altri agenti regionali a causa della mia ingombrante presenza. Al solo fine di placare gli animi, pertanto, chiesi al “Patron” di esimermi almeno dalla consegna delle fasce alle vincitrici, in modo da ridurre, per quanto possibile, la marcata sovraesposizione. La finalissima fu presentata proprio da Massimo Giletti, che non apprezzò il mio gesto. Al termine della manifestazione mi fece un cazziatone che ricorderò per tutta la vita, ancorché immeritato. Il settimanale, dopo tutto, non poteva considerarsi più uno “strumento” della RAI e non avevo commesso, pertanto, alcuna azione deprecabile cedendo ad altri il compito di rappresentarlo per la mera consegna di una fascia, tanto più che l’altro era l’attore Sebastiano Somma, a tutti gli effetti un uomo “RAI” grazie alla costante presenza in numerose fiction trasmesse dalla prima rete. Ma tant’è: per lui non era così e ci volle tutta la mia pazienza per fargli comprendere l’essenza del problema. Questo è l’uomo Giletti. E ovviamente non solo questo. Un professionista serio, rigoroso, bravo, preparato e soprattutto ingestibile, come tutte le persone con carattere forte e grande personalità. Sicuramente troppe qualità eccelse per resistere in quella giungla che si chiama RAI. Nihil novi sub soli, del resto, con una sola considerazione finale. Egli non ha bisogno della RAI: come ampiamente prevedibile non gli è stato difficile reperire una nuova struttura e, in ogni caso, si sarebbe potuto permettere anche il lusso di smettere di lavorare. Quante persone, però, avendo la sua stessa “forza caratteriale”, si trovano nelle medesime condizioni quando devono pagarne il prezzo? Per un Giletti che può vincere sempre, anche con qualche lacrimuccia, vi sono centinaia di sconosciuti che ogni giorno versano ben altre lacrime per le nequizie dei mediocri al potere, in ogni contesto. Søren Kierkegaard, che in quanto a rigore esistenziale non era secondo a nessuno, proprio non sopportava la mediocrità, considerata miserabile e la più profonda tra le perdizioni del genere umano. Per lui era preferibile sopportare tutti i “crimini” piuttosto che “la fatua, sorridente, soddisfatta, felice e contenta demoralizzazione rappresentata dalla mediocrità”. Decisamente eccessivo, certo. Però, mi chiedo: quale persona costretta a confrontarsi quotidianamente con i meschini di turno non ha sognato, almeno una volta, di lessarli a fuoco lento in un pentolone? Poi, ovviamente, l’ira si placa e con essa i pensieri truci, mentre i meschini prolificano a dismisura.

Lino Lavorgna - Massimo Giletti

Lino Lavorgna - Massimo Giletti

Lino Lavorgna - Massimo Giletti

Annunci

Informazioni su excaliburmultimedia

Cinema - Televisione - Eventi - Fashion Awards - Viaggi
Questa voce è stata pubblicata in Miss Motors, Società e Costume, Televisione e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...